Se la pressione esercitata sulla superficie di un corpo liquido viene ridotta, questo passerà allo stato gassoso più facilmente, richiedendo in questo caso una minore quantità di calore per evaporare.
Perciò uno dei primi passi compiuti nello sviluppo dei sistemi di refrigerazione è stato quello di trovare fluidi il cui punto di evaporazione sia più basso di quello dell'acqua.
Questa caratteristica è stata riscontrata in quelli che sono stati definiti come "liquidi refrigeranti".
Il gas CFC-12 (R12) era uno dei più utilizzati fino a quando non è stato vietato l'uso per l'elevato potere distruttivo dell'ozono atmosferico (incaricato di intercettare la maggior parte delle radiazioni ultraviolette).
Il gas HCFC-22 (R22) riesce a combinare ottime caratteristiche chimiche e fisiche ad un'elevata resa volumetrica tale da essere usato negli impianti di climatizzazione per basse e medie potenzialità. Anche questo gas comunque è sotto osservazione per considerazioni sull'ambiente.
Il gas CFC 114, è utilizzato nei compressori centrifughi negli impianti di climatizzazione.
Il gas CFC 502, è una di quelle miscele che non cambiano nè la loro composizione volumetrica nè la loro temperatura di saturazione durante l'evaporazione, e evaporando a temperature inferiori rispetto agli altri gas, viene usata nei compressori ermetici.
E' stata provata in ambito internazionale la nocività dei CFC e HCFC al punto che con il protocollo di Montreal del 1992 si è deciso di contingentarne e successivamente interromperne la produzione.
Nella ricerca di refrigeranti sostitutivi ci si è rivolti alla categoria degli idrocarburi (HC) che risultano innocui per l'ambiente ma sono estremamente infiammabili e quindi poco adatti alle applicazioni civili; alla categoria dei refrigeranti naturali (ammoniaca) che presentano buone proprietà termodinamiche, bassa infiammabilità ma elevata tossicità, e infine alla categoria degli idrofluorocarburi (HFC) che non hanno impatto sull'ozono stratosferico ma aumentano l'effetto serra (quantità di CO2 nell'aria).
Il gas HFC 134a (R134a) sostituisce il CFC-12 nella refrigerazione civile, per il suo basso impatto sull'ozono, ma non è adatto per gli impianti di climatizzazione.
A sostituzione del R22 si ricorre al gas HFC 407C (R407c) o al HFC 410A (R410a), ma in entrambi i casi è necessaria una conversione degli impianti di refrigerazione e di condizionamento. Oltre a questi, viene utilizzato anche il gas HFC 404A (R404A) che però presenta un potenziale di surriscaldamento globale fra i più elevati della categoria degli idrofluorocarburi.